Petizione internazionale contro i sex robots, la fine della civiltà.

prologo e traduzione di Patrizia Cordone. Le bambole-robot sono già realtà commercializzata diffusamente, anche con un corollario di business di bordelli sorti dappertutto. Scarse e flebili sono le opinioni contro questa ennesima disumanizzazione e nuova forma della mercificazione a danno di donne e di bambine-i come meri oggetti sessuali, depersonalizzati e privati di soggettività, senza alcun rischio penale: il sogno criminale di qualsiasi violentatore e pedofilo. Senza alcun freno inibitore di ogni aberrante fantasia dalla simulazione violenta con un oggetto a quella compiuta verso una persona vera il passo é breve. Le implicazioni morali sono gravi e destrutturanti le basi del consorzio sociale: una campagna internazionale é stata avviata per avvertire dei rischi seri e per sollecitare l’attenzione delle istituzioni di tutto il mondo: firmate e diffondete!

prologo e traduzione©L’Agenda delle Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d’autore riservati. Agosto 2018.

Questo sito é ufficialmente partner del comitato promotore internazionale della “campaign against sex robots“, perfettamente in linea con le linee programmatiche de il manifesto di questo sito

Attinenti all’argomento di questa iniziativa internazionale chiunque sia interessata-o, può consultare gli articoli qui pubblicati alla categoria   tecnocrazia e transumanesimo

Presentazione del comitato promotore: La campagna contro i sex robots é stata lanciata in Gran Bretagna da un gruppo di attiviste attraverso il blog creato a tale scopo. Tratto dallo stesso di seguito si riporta una breve presentazione delle loro biografie, della genesi del blog ed il testo della petizione: leggete, firmate e divulgate.

Il team promotoreLa campagna contro i robot del sesso è stata avviata da un gruppo di attiviste impegnate con la divulgazione di prospettive femministe e abolizioniste sia di robot che riguardo l’intelligenza artificiale.

Kathleen Richardson, la fondatrice e leader della campagna contro i robot sessuali, è docente di etica e cultura robotica e di intelligenza artificiale presso l’Università De Montfort, Leicestershire, Gran Bretagna.

Nika Mahnič è una scrittrice, laureatasi in Antropologia presso l’Università di Lubiana, in Slovenia con una tesi sul tecnofisticismo e sull’amore robotico unheimlich. Attualmente frequenta il Master in Big Data al King’s College di Londra.

Florence Gildea ha una laurea in Storia e una Mphil in sociologia presso l’Università di Cambridge.

Kate Davis è un’artista e attivista, con un BA (Hons) in fotografia commerciale presso l’Arts University di Bournemouth. L’impatto che le tecnologie moderne hanno sul futuro dell’interazione umana e dell’intimità costituisce la motivazione principale del suo lavoro.

Gli obiettivi del blog Campaign Against Sex Robots
Negli ultimi decenni, uno sforzo crescente da parte sia del mondo accademico che dell’industria è orientato allo sviluppo di robot sessuali, cioè macchine sotto forma di donne o bambini da utilizzare come oggetti sessuali, sostituti di partner umani oppure prostitute. La campagna contro i robot sessuali sottolinea che questi tipi di robot sono potenzialmente dannosi e contribuiranno alle disuguaglianze nella società. Crediamo che un approccio organizzato contro lo sviluppo di robot sessuali sia necessario in risposta ai numerosi articoli e campagne che ora promuovono il loro sviluppo senza esaminare criticamente i loro effetti potenzialmente nocivi sulla società. Con la diffusione crescente dei robot umanoidi diventano più diffusi è necessario sviluppare in parallelo una risposta etica impegnata allo sviluppo di queste nuove tecnologie .
Le idee alla base della campagna sono state lanciate in un documento presentato in occasione dell’Ethicomp – convegno su “etica e computer” edizione 2015  organizzato dall’Università De Montfort, Leicestershire, Gran Bretagna.

  • Riteniamo che lo sviluppo di robot sessuali possa ulteriormente oggettivare donne e bambini, privandone la soggettività.
  • La visione per i robot sessuali è sottolineata dal riferimento allo scambio di prostitute che si basa sul riconoscimento solo dei bisogni e dei desideri degli acquirenti di abusi sessuali, così come le persone prostituite sono deprivate della loro soggettività-volontà e ridotte a mera merce.
  • Lo sviluppo di robot sessuali e le tesi propagate al loro supporto dimostrano gli immensi orrori ancora presenti nel mondo della prostituzione, basata sull’inferiorità “percepita” di donne e bambini e quindi giustifica il loro sfruttamento come oggetti sessuali.
  • Riteniamo che lo sviluppo di robot sessuali ridurrà ulteriormente l’empatia umana che può essere sviluppata soltanto da un’esperienza di relazione reciproca.
  • Contestiamo l’opinione secondo cui lo sviluppo di robot sessuali per adulti e bambini arrecherà un beneficio positivo per la società, a nostro avviso al contrario rafforzerà invece ulteriormente lo squilibrio dei rapporti di potere incentrati sulla disuguaglianza e sulla violenza.
  • Ci opponiamo alle argomentazioni peroranti la riduzione dello lo sfruttamento sessuale e della violenza nei confronti delle persone prostituite attraverso i robot sessuali, mentre di contro noi evidenziamo tutte le prove attestanti l’opposto, cioè della coesistenza tra la tecnologia ed il commercio, del loro rafforzamento reciproco causante una maggiore domanda di corpi umani.

Il testo integrale dell’estratto soprariportato é leggibile qui.

La versione originale inglese é consultabile qui ed invece di seguito ecco la traduzione compiuta da Patrizia Cordone, titolare del presente sito, in italiano  della lettera-petizione internazionale sui pericoli delle bambole sex-normalizzanti e dei robot del sesso:

Siamo un gruppo di umanisti, genitori, gruppi di donne, sopravvissute-i, accademiche-i ed attiviste-i che si battono contro l’oggettivizzazione commerciale di esseri umani e che si occupano della normalizzazione dei “robot sessuali”. Queste tecnologie sono sviluppate e supportate sia dalle comunità accademiche di robotica che dall’industria di settore anche pertinente all’intelligenza artificiale (AI), le quali fino ad oggi con vigore hanno manipolato la direzione politica sui benefici dei robot sessuali ignorando in larga misura gli effetti potenzialmente pericolosi su donne, uomini e bambini.

La campagna contro i robot sessuali, “Campaign Against Sex Robots” C.A.S.R., è stata lanciata nel 2015 per catalizzare l’attenzione verso le modalità ed i tentativi di “normalizzare” le “relazioni” con le macchine assuefandole alla cultura odierna. I robot sessuali sono bambole umanoidi animatroniche con orifizi penetrabili, il cui uso dei consumatori è incoraggiato come sostituti delle donne (prevalentemente) e sono commercializzate come “compagne”, “fidanzate” oppure “mogli”. In un momento in cui la pornografia, la prostituzione e lo sfruttamento minorile proliferano con l’ausilio della tecnologia digitale trasformandola in un’industria globale redditizia, questi prodotti promuovono ulteriormente l’oggettivazione del corpo femminile e come tali costituiscono un ulteriore assalto all’intimità umana.

Inoltre siamo preoccupate-i, che bambole e robot infantili vengano promossi come “terapeutici” per “pedofili non offensivi” (NOP) e pedofili. Rifiutiamo la naturalizzazione della pedofilia come una “preferenza sessuale” e rigettiamo termini come “pedosessuale” oppure “minore attratto” che servono a legittimare la violenza sessuale degli adulti contro i bambini. Nel 2017-2018 la CASR ha avviato un’iniziativa per il divieto di rappresentazioni elettroniche e artificiali di bambini ad (ab)uso dei predatori adulti nella forma del CREEPER ACT, cioé il “Curbing Realistic Exploitative Electronic Pedophilic Robots Act of 2017” che è stato approvato con successo dal Congresso statunitense il 14 giugno 2018.

Crediamo anche, che la versione femminile di bambole del sesso e robot sessuali reiterano in modo nuovo la vecchia cultura pervasiva della violenza sessuale contro le donne e le ragazze.

Nonostante l’eguaglianza politica delle donne, le stesse continuano a subire gravi minacce di violenza fisica, dagli abusi domestici e stupri fino alle vendette pornografiche (dei filmati dei crimini compiuti e diffusi come trofei, ndT). Ogni settimana due donne vengono uccise per mano di attuali oppure ex partner maschi e gruppi di bande hanno preso di mira ragazze vulnerabili per decenni.

Gli studi dimostrano, che i legami forti sono positivi per le persone e la società, di contro il loro indebolimento determina il disagio mentale, l’insicurezza economica e l’isolamento umano per donne, uomini e bambini. È quindi nell’interesse della società coltivare una cultura di mutuo sostegno e di interdipendenza, debellando quelle pratiche sociali rafforzanti la cultura dell’isolamento.

Crediamo che i robot e l’intelligenza artificiale dovrebbero essere usati per il bene dell’umanità e non dovrebbero essere finanziati, né prodotti in forme che aumentano i problemi sociali umani.

I governanti sono in ritardo rispetto agli sviluppi tecnologici e spesso rispondono con politiche costruttive quando è troppo tardi e il danno alla società umana è stato fatto.

Esortiamo l’Unione Europea ed il Parlamento del Regno Unito a condurre delle consultazioni pubbliche prima di sviluppare una legislazione in linea con le leggi sulla discriminazione sessuale in Europa e nel Regno Unito e l’impegno dell’Unione europea nei confronti dei diritti delle Nazioni Unite per l’infanzia.

Firmate la nostra petizione cliccando qui.

Le organizzazioni ad oggi aderenti: Women Against Sexbots Nordic Model Now!, FiLiA,  Critical Sisters, Object!, Not Buying It!, Collective Shout, Resist Porn Culture, Prostitution Research & Education, Ressources Prostitution, Victim Focus, CARE, Culture Reframed, Untameable Shrews, Standing Together Against Domestic Violence, Build a Girl Project, Centre for Women’s Justice, The World Youth Alliance, Zero Option for Sheffield, Freedom Programme e L’Agenda delle Donne.

letture consigliate per una migliore conoscenza del sito:

 il manifesto del sito  il sito militante  la mappa

prologo e traduzione©L’Agenda delle Donne, il blog di Patrizia Cordone. Diritti d’autore riservati. Agosto 2018.

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