A livello mondiale un forte aumento della schiavitù sessuale.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Unodc, united nations office on drug and crime office, é pari al 59% dell’intero fenomeno della tratta delle persone e riguarda essenzialmente le donne. Sono i dati molto preoccupanti emersi da un’analisi comparativa riguardante sia i paesi di provenienza che di transito e di destinazione delle donne vittime.Urgono degli interventi di cooperazione internazionale.

articolo di ©Patrizia Cordone febbraio 2019 ©L’Agenda delle Donne, il blog di Patrizia Cordone. Tutti i diritti d’autore riservati.

Sono dati preoccupanti quelli, che emergono dall’ultimo rapporto sulla tratta relativo al 2018 e presentato a Vienna lo scorso gennaio 2019. Il fenomeno appare in aumento con particolare riferimento alle donne in stato di schiavitù sessuale, infatti lo sfruttamento sessuale continua ad essere lo scopo principale della tratta, che rappresenta circa il 59%. Oltre a ciò persiste il lavoro forzato ed i bambini-soldato, modalità tipiche della tratta “per diffondere paura e reclutare vittime da offrire come incentivi per reclutare nuovi combattenti”, secondo quanto riferito dal direttore esecutivo dell’Unodc Y. Fedotov. Che si tratti di una grave violazione dei diritti e della dignità delle presone é fuori di dubbio, che imponga proporzionalmente la necessità di raccolta di informazioni valide per l’elaborazione di piani efficaci di contrasto efficiente in cooperazione tra molti paesi, é di importanza prioritaria. Infatti nessuno stato é immune da questo crimine né i paesi di origine, di transito né  di destinazione delle vittime. Ciò risulta dall’ultimo report in modo preoccupante. Secondo quanto previsto dal piano di azione globale dell’Onu stabilito nel 2010 e finalizzato al contrasto della tratta delle persone è stato redatto il quarto rapporto globale dell’Unodc svolto su mandato dell’Assemblea. Il rapporto, che riguarda centoquarantadue paesi analizzati durante il biennio 2014-2016, presenta una panoramica sia delle tipologie che dei flussi della tratta di persone a livello regionale, nazionale e globale. Stante l’esperienza decennale dell’Unodc i dati sono raccolti tenendo conto di una gamma diversificata di indicatori. Inoltre nel 2016 su mandato del Consiglio di sicurezza sono state adottate delle misure migliorative e più adeguate relative ai dati analitici della tratta delle persone coinvolte in contesti di conflitti armati. A ciò é conseguito da parte dell’Unodc l’approntamento di uno studio pubblicato come “opuscolo 2” del “global report”. Esso é conseguente ad una raccolta documentaria di tutta la letteratura giurisprudenziale esistente proveniente dalle vicende giudiziarie seguite dai tribunali penali internazionali, dalle interviste compiute ad esperti del settore ed al personale di mantenimento della pace delle Nazioni Unite.  Il quadro d’insieme consente una lettura dei collegamenti del fenomeno della tratta umana con i conflitti armati. A supporto della relazione aggiornata alla fine del 2018 e presentata a Vienna a gennaio 2019 sono stati redatti due documenti, il primo relativo a “Global report trafficking in persons 2018”, il secondo “trafficking persons in the context of armed conflict 2018“.

fonti: Unodc 2019  Osservatorio interventi tratta

immagine di copertina dell’articolo: “Global report trafficking in persons 2018”

articolo di ©Patrizia Cordone febbraio 2019 ©L’Agenda delle Donne, il blog di Patrizia Cordone. Tutti i diritti d’autore riservati.

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