Che la terra le sia lieve. R.i.p. ad Imane Fadil.

Vicenda tragica ed amara di Imane Fadil.  La sua storia é il calvario di una donna, che osa denunciare lo sfruttamento della prostituzione, viene emarginata e lasciata sola fino alle conseguenze estreme dell’omicidio. Queste sono le disoneste ritorsioni al nostro coraggio ed alla nostra ribellione. Si tratta di un’inchiesta giudiziaria scomoda. Ci si aspetta indagini seriamente molto approfondite dell’omicidio, che nessuno le getti fango addosso con l’ipotesi di atti di autolesionismo, di suicidio né di mitomania, come da qualche parte si sta avanzando cinicamente. Né diffamandola. Peggio sarebbero il depistaggio e l’insabbiamento.

articolo di ©Patrizia Cordone marzo 2019 ©L’Agenda delle Donne, il blog di Patrizia Cordone. Tutti i diritti d’autore riservati.

Troppi commentari fuori luogo in giro per il web, una vicenda delicatissima, le cui indagini, se approfondite, potrebbero portare in superficie dei dettagli inquietanti non soltanto relativi all’individuazione sia dei mandanti che degli esecutori, dell’esatta ricostruzione della circostanza dell’avvelenamento. Chi ha compiuto l’avvelenamento ha inviato forse un segnale contro Berlusconi? L’uccisione di quella teste ha un che di mafioso, come un avvertimento a Berlusconi e compiuto da chi lo ha in scacco, insomma un avvertimento minaccioso rivolto a lui e che come pretesto ha usato un agnello sacrificale, la ragazza? Qualunque accertamento investigativo serio ed approfondito deve appurare i fatti circostanziati, i crimini e perseguirli contro chiunque coinvolto sia esso un nome altisonante, noto oppure sconosciuto ai più. Chi ha progettato tutto questo é una mente tanto diabolica quanto raffinata. Lo scrivo pur essendo politicamente un’antiberlusconiana convinta ed avendo in uggia il suo maschilismo palese. Dalle indagini si deve esigere di più: lo scoperchiamento del “vaso di Pandora” sulle sette sataniche, di cui Imane Fadil aveva sospettato la presenza ad Arcore ed informato gli inquirenti. L’attività criminale delle sette con i loro festini orgiastici di vittime coatte é raramente riportata dalla cronaca, eppure presentissima in Italia ed all’estero. In generale sulla morte tragica ed oscura della giovane pochissimi sono gli elementi certi, la cui ricostruzione cronologica é necessaria.

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I fatti:

  1. é stata la principale teste al processo Ruby avviato dal 2011-2012 contro il giro di sfruttamento della prostituzione ad Arcore, la villa di Berlusconi;
  2. dai giudici non fu creduta subito, come spesso accade alle nostre denunce ignorate e screditate come dichiarò lei stessa con un’intervista al Fatto quotidiano del 24 aprile 2018 “È stata una cosa devastante, impossibile descriverla. All’inizio ero sola contro tutti, nessuno credeva alla mia versione“, invece successivamente le sue deposizioni documentate furono riconosciute validamente circostanziate stante a quanto confermato dall’edizione del 15 marzo dell’Huffington post ;
  3. dalla giustizia venne rigettata la sua istanza di costituirsi come parte civile al filone dei processi Ruby bis e ter per i danni subìti;
  4. patì l’emarginazione sociale e l’impossibilità di un qualsiasi lavoro;
  5. il 29 gennaio 2019 si era recata al pronto soccorso della clinica milanese Humanitas accusando dei gravi malesseri e precisando il suo sospetto di un avvelenamento;
  6. dai medici del pronto soccorso non venne creduta e di conseguenza non denunciarono il fatto alle forze d’ordine, come invece contrariamente prevede la procedura ospedaliera in questi casi;
  7. stante il forte malessere fu ricoverata, seguirono degli accertamenti ulteriori e le sue condizioni peggiorarono nettamente per una gravissima disfunzione del midollo osseo che aveva smesso di produrre globuli bianchi, rossi e piastrine ed é su questo malfunzionamento, che si é concentrata l’attenzione dei sanitari;
  8. durante la degenza lei confidò il suo sospetto dell’avvelenamento sia ai suoi familiari che al suo avvocato;
  9. in passato Imane Fadil aveva sospettato essere controllata, come riferiscono l’edizione del 15 marzo e quella odierna dell’Ansa;
  10. il 26 febbraio la clinica Humanitas dispose degli accertamenti tossicologici ad ampio spettro, notizia riportata da Il giornalettismo del 15 marzo
  11. il 1. marzo il decesso;
  12. il 6 marzo il sequestro della cartella clinica disposta dalla Procura milanese;
  13. oltre a lei ci sono altre due teste del famoso processo Ambra Battilana e Chiara Danese, lontane dall’Italia;
  14. secondo quanto riferito da Ruffini, avvocato di queste testimoni, la vicenda é inquietante come riferito a “La Repubblica” in data odierna “il fatto che il procuratore capo di Milano “non deleghi nessuno e si interessi in prima persona di questa strana e straordinaria morte, e chieda conforto al viceprocuratore già competente e fra i più qualificati, fa ritenere che i fatti siano forse più interessanti di quanto non dicano le fredde parole sul decesso per avvelenamento” di Imane Fadil. E sull’andamento processuale del cosiddetto Ruby ter conclude: “Mi sono fatto una pessima idea e questo è un elemento finale che aggiunge scuro al buio“.
  15. da più fonti certe si apprende, che stava scrivendo un libro su tutta la sua vicenda, a cui “aveva affidato considerazioni e pensieri, ma non solo, anche la sua ricostruzione dei fatti” come riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero;
  16. senza parole lascia l’esternazione di Berlusconi, il quale avrebbe affermato addirittura di non averle mai parlato, né conosciuta come riferito dall’edizione odierna del  Corriere della sera

A fronte dei numerosi dettagli inquietanti della vicenda criminale si voglia indagare a fondo per l”individuazione sia dei mandanti che degli esecutori, per la ricostruzione della dinamica dei fatti e si scoperchi anche il “vaso di Pandora” circa le eventuali implicazioni di sette sataniche. Non si può ignorare, che in passato spesso proprio Imane Fadil aveva accennato al sospetto di riti demoniaci, che si sarebbero svolti presso la villa di Arcore con il coinvolgimento di donne prostituìte. Il fenomeno criminale delle sette é alquanto assente dalla cronaca nera, eppure numerosi sono i casi denunciati anche riguardo la pedofilia ed i riti di violenza sessuale, come iniziazione agli adepti aspiranti oppure di casi insabbiati come ordinaria criminalità spicciolata ed isolata oppure peggio ancora archiviati come vacue evanescenze delle donne querelanti puntualmente diffamate ed emarginate. Qualora emergessero degli elementi utili riguardo l’omicidio di Imane Fadil, gli inquirenti potrebbero indagare radicalmente e trovare forse le estensioni criminali di più alte sfere, quelle degli intoccabili.

Ad Imane Fadil giustizia va resa. Adesso che possa riposare in pace e la terra possa esserle lieve.

articolo di ©Patrizia Cordone marzo 2019 ©L’Agenda delle Donne, il blog di Patrizia Cordone. Tutti i diritti d’autore riservati.

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